Con un’immensa gratitudine al Presidente del Nobile Collegio Chimico Farmaceutico Giuseppe Perroni, un meraviglioso custode sia dei grandi monumenti che dei veri sentimenti.

“E tutto molto antico… Attenta ai gradini, sono ripidi… Si fidi, mi segua…”
Sento l’odore dei vecchi manoscritti, lo scricchiolio del legno, le voci sommesse della strada… o del passato. Sta per accadere qualcosa di speciale. Ed ecco in un attimo le finestre si spalancano, e in un solo istante tutto l’oro di Roma si riversa dentro i miei occhi. La Città Antica impreziosita dalle luci della notte in un tappeto di ricordi si prostra ai piedi di questo splendido monumento. Con le mie mani stringo forte le fredde pietre del davanzale, come se stessi cercando di aggrapparmi, mentre il cuore vola… Sono euforica. Avrò pensato troppo forte “Non è possibile!”, e come se fosse una risposta sento: “Questo tempio è fondato sull’amore, cco perché ancora sta in piedi”. A pochi passi da qui c’è un monumento davvero colossale, ma il Tempio di Antonino e Faustina racchiude in se molto più dell’antichità, qui si avvertono i sentimenti che nonostante i secoli continuano a vivere. Con lo sguardo sto divorando ognidove… Ancora un attimo, un respiro, una carezza alle pietre di questo gigante che resta a sfidare il tempo. Devo lasciarlo, ma… qualcosa è cambiato, mi sento come se ricordasse ciò che non ho mai vissuto, eppure… lo riconosco. La notte, come ogni notte dai tempi più antichi, tutta Roma insieme alla sua gente, ai monumenti e ai suoi inestimabili tesori dorme. Voglio annicchiarmi anch’io, ma all’improvviso sento nella mia mente “Sono tornata!”. Balzo in piedi e camminando avanti e dietro, sento sempre più forte “Sono tornata!!!”. Poco prima non la conoscevo, ma ora non posso sbagliare, è Faustina. Una donna vissuta quasi duemila anni fa, eppure la sento! Fino all’alba, verso dopo verso nasce la poesia, e l’antica diva romana diventa sempre più viva. Metto l’ultimo punto e comincio a leggere e rileggere, come se fosse una preghiera. Ormai, li sento reali. Voglio scoprire il più possibile sul Grande Imperatore e sulla sua amatissima consorte. Eccoli, davanti a me. Così nasce anche una Breve spiegazione basata sui fatti storici.

Venite al Tempio, ammiratelo, ascoltate le sue mura, leggete queste parole e sentite anche voi il grande amore di Antonino e Faustina…

SVETLANA SPIRIDONOVA, cantante lirica, attrice, didatta. Dopo essersi laureata con il massimo dei voti presso il Conservatorio di Roma “Santa Cecilia” le vengono conferiti i titoli di “Miglior Laurea di Roma” e Miglior Laurea di Lazio”. Vincitrice di numerosi premi internazionali, tra cui il Premio Assoluto del Concorso di Musica Sacra, che esegue con grande passione e spiritualità. Il suo vasto repertorio abbraccia diversi generi musicali e spazia dal periodo antico ai tempi moderni. Canta in più di 14 lingue, nonché in dialetti. Si esibisce nei teatri e nei luoghi più prestigiosi d’Europa e del Mondo come il Vaticano, la Piazza Rossa, il Teatro dell’Opera di Cairo e tanti altri.
Sin da giovanissima si dedica alla scrittura delle poesie. Il suo stile epistolare, come tutta la sua vita, è pieno di sensi musicali, come il ritmo, la sonorità delle parole e le immagini profonde delle espressioni.


GRANELLO DEL TEMPO


Alla memoria di Antonino Pio
e della sua moglie Faustina

Dormi,

tra un istante il sole ti sfiora le labbra.

Fresco e profumato ti porto il latte –

sono tornata…

Guardi,

oltre colonne di marmo e oltre il cielo,

Senti come risuona la mia risata –

sono tornata…

Bevi,

non ti dissetano tutte le acque del mondo,

Sarò eternamente la tua rugiada –

sono tornata…

Vivi,

vivo anch’io in questo granello del tempo,

Al tuo amore mi sono immolata –

sono tornata…

Roma, MMXVIII
Svetlana Spiridonova, cantante lirica
nativa di Mosca, di seconda patria romana
è onorata di offrire questi suoi versi in dono
al Nobile Collegio Chimico Farmaceutico
Universitas Aromatariorum Urbis

Le registrazioni audio sono state realizzate all’interno del Nobile Collegio Chimico Farmaceutico di fronte al Tempietto Poetico, il pannello marmoreo dedicato all’Imperatore Antonino e sua moglie Faustina.

Breve spiegazione della poesia “Granello del tempo”:
le memorie di fantasia basate sui fatti reali che hanno ispirato la nascita di questi versi

Prima Strofa

Quanto dolce è questo risveglio! E mentre il sonno regala un ultimo istante, affiora il primo pensiero: “Sono sposata! Ieri, in una bella giornata piena di sole tutta Roma è venuta al nostro matrimonio. Eccolo, accanto a me mio… marito, chi sa cosa sta sognando. Ora non sono più solo la figlia di Annio Vero, ma la consorte del grande Antonino. Sono nata nel 105 e ho solo dodici anni, ma tutti mi guardano come una regina. E gli occhi di Antonino sono sempre colmi d’amore. Vado a prendergli del latte prima che si svegli. Sono felice.

Siamo felici.”

Seconda Strofa

“Questo tempio resterà in eterno! E le preziose colonne lisce, come la tua pelle, giunte dall’Eubea a Roma, sfidando le terre e i mari, mai crolleranno, perché posano sul nostro amore. Chi sa se dal cielo le puoi vedere… L’anno 141 è stato il più lungo della mia vita, il primo anno senza di te, mia moglie, mia amica, mia dea.”

Il tempo passa, ma Antonino non si risposa e dieci anni dopo la morte di Faustina fa coniare una nuova moneta con la scritta DIVA FAVSTINA // AETERNITAS (Dea Faustina // Eternità).

“Quanto vorrei averti accanto a me in questo magnifico tempio. Tutta Roma lo ammira, è per te, mia Faustina, mia divina sposa… Che gli dei possano proteggerci e tu, amore mio, veglia sui nostri figli e su tutto il popolo romano.”

Terza Strofa

Oggi è il 7 marzo, una bella giornata primaverile del 161. I Fori Imperiali sono gremiti di gente, qua e là si sentono piangere le donne. Per la sua bontà e il carattere pacifico Antonino è stato sopranominato “Pio”, e ora Roma lo saluta per l’ultima volta. Accanto a Marco Aurelio e Lucio Vero piange la sua adorabile figlia Faustina Minore. Presto Antonino verrà sepolto nel mausoleo del suo predecessore, l’imperatore Adriano; secoli dopo questo monumento sarà chiamato Castel Sant’Angelo. Per l’eternità le sue spoglie verranno bagnate dalle acque celesti e da quelle sotterranee del grande Tevere… l’eternità che lui sognava per sé e per la sua amata moglie Faustina.

Quarta Strofa

Sono passati secoli… L’implacabile e vorace tempo ha inghiottito i palazzi, i templi e le intere città, ma dinnanzi al magnifico tempio consacrato dal Senato di Roma all’Imperatore Antonino Pio e alla sua sposa Faustina persino il tempo si inchina. E la sua maestosa bellezza fondata sull’amore e sulla divina regola della sezione aurea ha fatto nascere questi versi, questo piccolo “tempio poetico” basato sulla stessa regola ed ispirato al sentimento che sta sfidando i secoli. L’infinito ha unito per sempre Antonino e Faustina, ormai, sono fusi l’uno nell’altra. I loro corpi si sono trasformati in granelli di sabbia, le loro vite – nei granelli del tempo, e il loro amore resta eterno.


Per aiutare questo magnifico gigante a continuare il suo eterno viaggio nel tempo al Tempio di Antonino e Faustina regolarmente si svolgono i lavori di diversa entità e natura.

Negli ultimi anni, e precisamente dal 2012 al 2018, il Tempio è stato sottoposto a vari interventi di restauro e consolidamento strutturale.

Nel 2012 si è iniziato con il primo intervento che ha riguardato la zona del pronao, colonnato e trabeazione con interventi di pulizia, consolidamento delle parti deteriorate e stuccatura delle lesioni per evitare le infiltrazioni di acqua meteorica. In tre casi dove si erano riscontrati i problemi maggiori: due capitelli e una colonna in marmo cipollino, si è provveduto a mettere in opera delle strutture metalliche di ancoraggio delle parti in pericolo.

Nel 2013 si è invece dedicati alla parete Nord-Est, quella prospiciente la rampa di accesso all’area archeologica, che mostrava segni di degrado.

Anche in questo caso, oltre alla pulizia generale della parete ed al consolidamento dei blocchi di peperino, che davano segni di degrado superficiale, sono stati messi in sicurezza un paio di elementi marmorei che presentavano problemi di instabilità.

Nel 2016 sono iniziati i lavori che hanno riguardato il podio e la parete Sud-Est. Anche in questo caso sono stati affrontati diversi problemi di manutenzione alcuni dei quali hanno richiesto la realizzazione di strutture di ancoraggio delle porzioni a rischio.

Nel 2018 i lavori di restauro delle murature di epoca romana, sono stati conclusi con la sistemazione delle due pareti laterali in blocchi di peperino e
della zona del pronao, con particolare riguardo alle parti marmoree.

Il TEMPIETTO POETICO è il dono in memoria di un eterno amore fra l’Imperatore Antonino e sua moglie Faustina. Dopo la conclusione di lavori del 2018 nasce l’idea del “tempietto per il Tempio senza tempo”, un progetto condiviso da parte di Giacomo Restante, architetto della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma che ha diretto la recente ristrutturazione del Tempio, mentre l’esecuzione di parti marmorei è stata svolta da Marco Vellitri e dell’impresa Lavinio Marmi Snc, che ha fatto un importante lavoro di restauro al Tempio, in particolare la ricostruzione di un grosso frammento alla base di una delle colonne, che è stato asportato in tempi remoti.

Questo pannello marmoreo rappresenta formalmente la struttura del Grande Tempio ed è realizzato con gli stessi identici materiali che caratterizzano il suo pronao. La lastra, la base e l’architrave sono di marmo di Carrara, proprio come quello che fu utilizzato per il rivestimento del Tempio rendendolo sfarzoso come tutta Roma Imperiale.

Le colonne del Tempietto sono create seguendo l’idea dell’Arch. Restante con il marmo cipollino portato dalla stessa medesima cava dall’isola di Eubea in Grecia, dalla quale più di 1800 anni fa sull’ordine dell’Imperatore Antonino furono ricavate le colonne per questo magnifico monumento.

Il Tempietto Poetico ci aiuta ad immaginare, come sarebbe il Grande Tempio di Antonino e Fausitna se non fosse nascosto dalla patina secolare, un velo del tempo che copre le sue gigan­tesche colonne, brillanti e festose, davvero uniche in tutta Roma Antica, come il sentimento che ha ispirato questa meraviglia.