La Biblioteca del Nobile Collegio Chimico Farmaceutico di Roma, con un patrimonio librario di circa 6000 fra monografie e riviste, è una biblioteca altamente specializzata e di nicchia. Le sue opere a stampa, frutto di donazioni e di acquisizioni effettuati nel corso dei secoli dai Nobili Collegiali, sono prevalentemente testi di natura scientifica: riguardano “ovviamente” il settore della farmacia, ma anche della medicina, della botanica, della chimica, della storia sanitaria e in genere della scienza del farmaco.
Di particolare valore i testi antichi, i c.d. libri “rari” (edizioni che vanno dal XVI al XIX secolo), composti da Farmacopee, Formulari, Dispensari, Trattati di chimica, fisica e medicina che nel corso dei secoli hanno accompagnato il lavoro e la professione degli speziali e dei farmacisti. Sono testi importanti per comprendere l’evoluzione delle sostanze terapeutiche e nel contempo per comprendere l’evoluzione che nei secoli ha avuto la professione dello Speziale, la sua autonomia, il suo bagaglio culturale e umano, il suo livello di sapere che doveva essere ampiamente differenziato.

Fra le collezione più prestigiose, conservate e consultabili nella Biblioteca, va ricordata l’importante collezione di Farmacopee “ufficiali” e “private”: si tratta di testi pubblicati, a partire dalla fine del Quattrocento-inizio Cinquecento, per volontà “regolamentaria“ delle autorità pubbliche, con intento di creare uniformità nella composizione millenaria delle ricette e nella omogeneità della conservazione dei composti, diventando nel corso di breve tempo strumento obbligatorio per gli speziali. Il Collegio possiede una collezione ineguagliabile e invidiabile di Farmacopee in lingua italiana, latina e in lingue straniere, provenienti dalle più importanti città italiane dell’epoca moderna, dalle città stato, dai primi Stati moderni. Citiamo solo qualche esempio di questi testi “rari”: Il ricettario fiorentino (ed. del 1670), L’Antidotario romano (ed. del 1651), l’Antidotario bolognese, ma anche Il teatro farmaceutico Dogmatico del Donzelli (1696) … La collezione di Farmacopee del Collegio nel corso dei secoli si è allargata fino ad arrivare a pubblicazioni a noi contemporanee, allargando la sfera delle nazionalità delle farmacopee, fino a possedere una farmacopea in lingua cinese.

La Biblioteca possiede altre opere di notevole rilevanza fra queste non possiamo non citare, il famosissimo e studiatissimo testo cinquecentesco del Mattioli, conosciuto universalmente con il titolo latino “Commentarii in sex libros Pedacii Dioscoridis Anazarbei de materia medica .., pubblicato per la prima volta a Venezia nel 1544. L’opera, che cronologicamente anticipa molte Farmacopee ufficiali e ne fu di supporto, fu pubblicata in molte edizioni. L’edizione, posseduta dalla Biblioteca del Collegio, è l’edizione stampata a Venezia nel 1568, in due volumi, in folio, in lingua volgare, arricchita da preziose xilografie di grandi dimensioni incise su legno dall’incisore tedesco Wolfgang Meyerpeck. L’opera, per le illustrazioni, la stesura, l’ampiezza delle informazioni sulle piante ancora poco conosciute dagli stessi botanici coevi al Mattioli – sono descritte più di 1200 piante -, divenne in breve tempo, uno dei testi base usati nelle cattedre di “Lectura Simplicium” in quasi tutte le Università europee. Tradotto in molte lingue, è forse ancora oggi il testo più citato negli articolo di storia della botanica e storia della farmacia.

Fra le opere altrettanto rare conservate presso la Biblioteca del Nobile Collegio deve essere citato il De historia plantarum del filosofo greco Teofrasto (371 a. C. – 287 a. C.). Allievo e successore di Aristotele, è stato considerato uno dei padri fondatori delle botanica e fu il primo ad affrontare il problema della sua classificazione. L’edizione dell’opera di Teofrasto posseduta dal Collegio è l’esemplare pubblicato ad Amsterdam nel 1644, presso l’editore Laurent, con testo in latino, in alcuni casi anche in greco, su due colonne, con molte illustrazioni incise. Sono classificate circa cinquecento piante, alcune di queste ad oggi non ancora identificate.

In ultimo non possiamo non ricordare l’esemplare a stampa delle Tabulae anatomicae di Pietro da Cortona, oggetto di studio e restauro sponsorizzato dal Collegio stesso, e eseguito dalla dott.ssa Valeria Arena.
Le Tabulae sono un testo di rara e raffinata bellezza. Sono tavole incise sui disegni preparatori di Pietro da Cortona, che probabilmente furono eseguiti dall’artista intorno al 1620 per una “probabile” committenza dell’Ospedale S. Spirito di Roma. La tecnica impiegata per le incisioni delle Tavole (I-XXVII) è quella del bulino. La 2° edizione posseduta dal Collegio, con le Tavole color sanguigna, differisce dalle altre edizioni possedute da altre biblioteche, per non aver mai ricevuto rilegatura, ciò che lo fa diventare un “unicum” su cui possono concentrarsi ancora molti tipi di analisi e studi.

Archivio storico

L’archivio storico del Nobile Collegio ha l’importante caratteristica di aver conservato senza lacune troppo consistenti,  i documenti prodotti a partire dal XV secolo dall’allora.’Universitas Aromatariorum Urbis. Gli speziali di allora hanno lasciato tracce consistenti e fondamentali per la storia della Farmacia, avviando un percorso virtuoso ancora oggi attivo e di grande interesse. In archivio, i documenti antichi degni di memoria sono numeorosissimi, oltre alla pergamena che indica gli elementi necessari per la Terriaca (polifarmaco di Ancien régime), si trovano diversi ricettari di personaggi e farmacisti famosi, elenchi di medicine per malati di ogni ordine e grado, liste e costi dei singoli componenti dei farmaci prescritti nel corso dei secoli. Ci sono poi inventari delle farmacie a partire dal XVI secolo, nomi dei farmacisti, domande per ottenere la patente  di farmacista e localizzazione delle singole spezierie esistenti a Roma, con anche indicazione di elementi magici oltre che medici che erano alla base della Farmacopea. Si segnalano in particolare le controversie con conventi e medici per la gestione della compravendita dei farmaci e ricette come l’opobalsamo, ancora oggi oggetto di ricerca da parte degli studiosi. I primi statuti dell’Universitas del 1471, un piccolo codice miniato, e la pergamena con i nomi degli speziali che sostennero le spese per la costruzione della nuova Chiesa nel XVII secolo, sono testimonianza di una volontà senza tempo che ancora vive grazie ai membri del Nobile Collegio, ai collegiali e al loro Presidente.

Catalogo

Il catalogo della Biblioteca è disponibile on-line, inserito nel sistema nazionale SBN.
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Il responsabile della Biblioteca è il nobile collegiale Bruno Armato.
Per il progetto di catalogazione e per la gestione delle raccolte il Nobile Collegio si avvale della collaborazione della dottoressa Francesca Pacelli, bibliotecaria specializzata alla SSAB (Scuola Speciale Archivisti e Bibliotecari) dell’Università La Sapienza di Roma.